La guida

Una bussola per orientarsi

Se avete già letto i primi due capitoli di questa saga del collezionista, allora vi sarà chiaro che il problema è quello di dare alla propria raccolta il corpo di un insieme ben leggibile anche da chi, incuriosito dalle scoperte fatte, vi approccia da neofita. Non casualmente ho utilizzato la parola“leggibile”. Lo faccio mettendovi in guardia. Perché non c’è, per chi raccoglie storie, un vero ed ideale modello da seguire, ma solo suggerimenti, spunti. Gli stessi che mi auguro questa condivisione mi consenta di ricevere da chi mi legge in queste pagine.


La mia collezione, tanto per fare un esempio pratico, è contenuta in una serie di album di tipo tradizionale (cartelle con custodia). Ogni cartella porta impresso sul dorso, a caratteri color oro, una sigla alfanumerica: una lettera ed un numero. Per i caratteri dorati esistono in commercio pratiche etichette trasparenti adesive e dal costo assai modesto. Cito le Z_Design della Avery Dennison reperibili in molte cartolibrerie. Il codice alfanumerico (R2 ad esempio) identifica, con la lettera, il periodo storico filatelico: "Italia Repubblica - La lira". Il numero, invece, identifica la sequenza di album per quel periodo. Esistono poi album contrassegnati con la lettera T che contengono particolari approfondimenti che, per la loro corposità, ho preferito traslocare dai raccoglitori del periodo storico, mantenendo però all’interno di questi ultimi una scheda di richiamo a
quello in cui è collocato il percorso di approfondimento: un segnavia per imboccare un sentiero alternativo. In questo modo chi si trova a consultare un album, raggiunta una particolare emissione filatelica, può decidere di seguire un nuovo itinerario storico postale suggerito dall'emissione stessa, trovando rapidamente la sua collocazione.


Un esempio: sfogliando il terzo album (R3) dedicato alla Repubblica la lira ci si imbatte nell'emissione dedicata ad uno dei viaggi di stato del presidente Gronchi. Quel dentello è stato lo stimolo per dare vita ad una bella ricerca sui "viaggi di stato presidenziali" che, per la dimensione assunta, ha richiesto di essere traslocata dall'album R3 a quello T1 di approfondimento. All'interno della cartella questa divagazione dall'itinerario principale è collocata alla sezione A2. Già, sembra complicato vero? Ma credetemi è solo razionale e consente di orientarsi rapidamente tra i reperti. Per chi, da profano, abbia voglia di sfogliare il mio percorso filografico altro non deve fare che prendere il primo album dell'insieme, all’interno del quale ho creato un paio di pagine di introduzione alla mia collezione ed un indice sintetico che periodicamente aggiorno.

Per ogni album, accanto alla sigla che replica quella posta sul dorso, è sintetizzato il contenuto in termini filatelici, eventuali divagazioni storico postali repertate a seguito delle emissioni dentellate e il richiamo, qualora tali approfondimenti siano presenti, all’album “T” di riferimento. Gli stessi dati si replicano sul frontespizio (prima pagina) di ogni singolo album.

Per rendere più immediata e comprensibile la natura degli itinerari sviluppati fuori dalla via maestra, che ricordo è la raccolta dei francobolli in sequenza cronologica, ho dato vita ad un codice colore che utilizzo quando impagino e stampo le schede e gli inserti esplicativi che colloco all'interno degli album per illustrare e contestualizzare i reperti.



Tutto quanto ho cercato di raccontare qui, con il metodo del ricettario di cucina e l'umiltà di ribadire che lo stesso piatto si può condire anche con aromi differenti, ci riporta a quanto già ribadito sulla teoria di Jean Piaget che “la conoscenza è un processo di costruzione continua” dove anche il collezionista, quando i suoi oggetti hanno raggiunto quella massa critica oltre la quale, per capirci qualcosa, è necessario organizzarli, s’inventa uno schema. Uno schema di base fatto di categorie e sottocategorie, capace di rendere tutto più logico e ben disposto.

Consulta la guida alla collezione:

Nessun commento:

Posta un commento