L'accomodatore

La costruzione espositiva

Le idee su come strutturare il proprio percorso espositivo sono certamente frutto di analisi e studio della propria collezione, perseguono gli obiettivi più o meno accademici che ci siamo posti, ma hanno necessità di un apparato "museale" che renda il frutto del nostro lavoro di raccoglitori postali ed archeologi della parola scritta fruibile, decifrabile, godibile. Se in una mostra d'arte contemporanea pareti e supporti scultorei rappresentano la struttura espositiva, al pari delle teche di un museo archeologico, nel nostro caso sono album, cartelle e fogli che danno ospitalità e visibilità ai nostri "pezzi", siano essi francobolli, documenti, lettere, cartoline o annulli su frammento. Si tratta di un grande lavoro, spesso reso complicato da acquisizioni di collezioni già ben organizzate su supporti non sempre omogenei per grafica e formato, o sfavorito dai costi che, in quanto a fogli preconfezionati, talvolta sono superiori a quelli dei dentellati che vi saranno ospitati. Di soluzioni c'è ne sono tante. Io mi limiterò a raccontare quelle che ho ritenuto di adottate per dare corpo al mio sistema espositivo, sperando che possano offrire a chi mi legge qualche spunto per nuove soluzioni.

Tutta la parte di reperti filatelici, postali e filografici che afferiscono al periodo repubblicano, l'epoca filatelica di nascita e di primo sviluppo della mia raccolta, sono conservati in cartelle con custodia realizzate per ospitare i classici fogli di album a 32 fori. Il primo periodo storico, tra le altre cose, non prevedeva, da parte dei fornitori tradizionali di fogli di album quello, che in seguito, sarà conosciuto come almanacco filatelico, ovvero una serie di fogli addizionali ed esplicativi delle caratteristiche di ogni emissione. Un poco per colmare questa lacuna, ma soprattutto per caratterizzare al meglio la storia postale del periodo, mi sono cimentato nella produzione di schede storiche e filateliche che ho poi collocato tra un foglio d'album e l'altro. Tessere di un puzzle cui, anno dopo anno, si sono aggiunte quelle che contestualizzavano reperti particolari, interpreti di piccole e medie divagazioni dalla raccolta principale.

Per fare tutto ciò, dopo diversi tentativi, ho scelto la semplicità, perché essa e sinonimo di riproducibilità e quindi è in grado di garantire, accanto ad una buona qualità, anche uno standard tipografico.
La massima versatilità in tema di impaginazione, se non si possiede un programma speifico o non si ha grande dimestichezza con tali applicazioni, è offerta da PowerPoint di Microsoft o, alternativamente, da Impress della suite di Open Office (quest'ultimo assolutamente gratuito). Si deve solo impostare il formato delle classiche slide con le reali dimensioni della pagina su cui intendiamo lavorare e il gioco è fatto. Se però preferite optare per una semplicità ancora maggiore, pur diminuendo le possibilità grafiche, è possibile creare eccellenti schede utilizzando una normale videoscrittura (MSWord o OpenOffice), creando un layout, una gabbia grafica, e facendo attenzione a due elementi base: la spaziatura sul lato della perforazione e la specularità della stessa e dei bordi nella stampa fronte e retro.


Un esempio di almanacco filatelico dove si nota la diversa distanza dal bordo foglio a seconda che la stampa riguardi il fronte del foglio (spazio perforazione a sinistra per la pagina di destra) o il retro del foglio (spazio perforazione a destra)
Nell'elaborazione dei testi è d'obbligo la sintesi, un viaggio per essere gradevole non può assumere volumi enciclopedici e, comunque sia, deve rispettare il giusto equilibrio tra la storia raccontata con le parole e quella illustrata dai reperti collezionati. I fogli impiegati sono quelli bianchi con 32 fori, normalmente venduti in piccole risme da tutte le principali aziende del settore filatelico.


Sulla scelta dei fogli da utilizzare per creare gli inserti si possono adottare diverse soluzioni. Partiamo dalla più pratica: se disponete di una stampante a colori tradizionale, formato A4, è possibile ricorrere ai fogli bianchi con 32 fori, posti in vendita dai maggiori produttori di accessori per album filatelici. Per poterli stampare sarà necessario rifilarli con una taglierina. Per questo i fogli devono essere bianchi e non possono essere impiegati quelli con bordi prestampati od ombreggiature grigie (vedi GBE Bolaffi). A dispetto di ciò che qualcuno può pensare, l'effetto finale, una volta inseriti i fogli così prodotti, non è affatto male.


Io ho fatto ricorso ad una una stampante per ampio formato (oggi i costi si sono decisamente abbassati), potendo così evitare il ridimensionamento del foglio a 32 anelli e sfruttando in tal modo l'intera superficie del foglio, ma soprattutto anche a fogli con bordature od ombreggiature prestampate.


Una precauzione è d'obbligo: prima di inserire il foglio stampato in album è bene attendere un paio di giorni affinchè gli inchiostri siano asciugati perfettamente. A tale proposito, nella fase di elaborazione grafica, suggerisco l'impiego di colori gentili, meglio il grigio del nero o il seppia rispetto al marrone ad esempio, per evitare sbavature o perdite di colore degli inserti autoprodotti. Per la parte più moderna della collezione italiana, quella che fa riferimento al nuovo millennio, ad esempio, ho optato per la produzione in proprio anche dei fogli degli album. Non me ne vogliano le straordinarie aziende del settore, cui lascio periodicamente parte dei miei dobloni in album e accessori vari, ma il costo degli aggiornamenti è spesso scoraggiante. Per gli album ho optato per un modello semplice, raccoglitore e cartella, più vicino per forma e colore a quelli a 32 anelli che già sono parte della mia collezione, ma studiati per il formato A4. Consultando i cataloghi dei vari produttori non è difficile notare che sono ormai molti i modelli disponibili sul mercato a partire da circa 15 euro. Resta inteso che, le medesime soluzioni per creare fogli assolutamente personalizzati, possono essere adottate anche sui tradizionali 32 o 34 anelli qualora si disponga di una stampante di formato superiore a quello standard A4.


Anche in questo caso ho scelto la semplicità, perché essa e sinonimo di riproducibilità e quindi in grado di garantire, accanto ad una buona qualità, anche uno standard tipografico. Per la carta ho scelto Risma Luce della Cartiera Favini in risme da 125 fogli con grammatura 200 colore bianco. Ha una buona densità, non è troppo rigida per le tradizionali stampanti a getto d'inchiostro, assorbe bene il colore. E' cloro free, acid free e ph neutro: tre elementi da non sottovalutare pensando all'utilizzo che intendiamo farne. 


Un suggerimento: per equilibrare gli spessori dei fogli, una volta che questi saranno posizionati nell'album, fate in modo che le strisce o le taschine non siano sempre collocate nella stessa parte del foglio (tutte in alto o tutte in basso), ma distribuite uniformemente.

Dopo l'asciugatura si può procedere con la foratura. Esistono diversi modelli di perforatori a 4 fori (la distanza standard tra i fori è di 8 cm e la cosa è da mettere in conto quando si sceglie l'album, assicuratevi che sia del passo standard), meglio preferire quelli con un fermo posizione che, una volta fissato, garantirà che ogni foglio sarà forato nello stesso modo. Il costo parte dai 15 euro circa.




A questo punto si può procedere al posizionamento di. Le strisce sono più versatili, in modo particolare se ci serviamo di una taglierina per regolarne al meglio le dimensioni. Le strisce si possono scegliere in numerosi formati: trasparenti, con fondo grigio o strisce e/o taschine nero. Nel mio caso ho scelto per la trasparenza. Sono presenti sul mercato diversi produttori, tra i più conosciuti Hawid (distribuita da varie aziende italiane) e Canguro Bolaffi. Le strisce o le taschine sono pregommate, anche se in tempi più recenti hanno fatto la loro comparsa soluzioni adesive.

Per facilitare il posizionamento sul foglio ho adottato questo sistema: sopra un vassoioetto piatto colloco una spugna umida, con una pinzetta vi depongo la parte gommata della striscia opportunamente dimensionata e premo leggermente, la sollevo poi sempre con la pinzetta ed aiutandomi con la pressione di un dito la colloco con precisione sul foglio. Una volta fatta aderire la striscia pongo il foglio tra due strati di carta assorbente che avrò cura di collocare tra due pesi (due volumi enciclopedici vanno benissimo). In sequenza: assorbente, foglio album, assorbente, foglio album e via a seguire. Questa fase assicura l'assorbimento dell'umidità in eccesso prodotta dall'adesivo delle strisce ed evita possibili ondulazioni della carta. I fogli così pressati devono riposare almeno un paio di giorni prima di essere collocati nell'album con i francobolli.



3 commenti:

  1. Complimenti per gli incredibili fogli album che hai creato. In modo particolare quelli del periodo euro che dettagliano ogni emissione. Ho notato che utilizzi solo cartoncino bianco. Io vorrei creare alcune sezioni utilizzando colori tenui. Credi che utilizzando ad esempio Rismacqua Favini, che è sempre cloro free e ph neutro, potrei avere qualche problema?. Grazie. Lele

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  2. Francamente, tenuto conto che utilizzeresti taschine a due lembi, quindi in grado di isolare il francobollo dal foglio di carta, considerato che si tratta di tinte tenui e che i fogli sono ph neutro e cloro free credo si possa fare. Resta un pò di perplessità per la leggibilità di eventuali didascalie, ma il bello dello sperimentare è proprio questo.

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