lunedì 2 novembre 2015

Altri percorsi filatelico espositivi: Ethiopia Stamps

Altri itinerari filatelico postali

L'idea di digitalizzare la propria collezione e condividere con altri collezionisti il proprio viaggio dentellato non è esattamente cosa comune. Non sono tantissimi gli esempi di appassionati raccoglitori che "smaterializzano" i propri reperti per duplicarli nel linguaggio binario e renderli così fruibili nella rete, almeno per ciò che riguarda la consultazione.

Esempio di pagine di album
(C) Ethiopia Stamps
Ora proprio perché esistono tanti modi per vivere ed interpretare un viaggio, e quello collezionistico non fa eccezione, trovo coerente con le finalità di questo mio "territorio di carta" segnalare altri argonauti del mondo postale, altri folli accomodatori che cercano di dare un senso organizzato alla propria personale raccolta. Nel segnalare il sito Ethiopia Stamps ed il suo autore, mi inoltro nei nuovi sentieri che francobollo dopo francobollo, busta dopo busta, la collezione proposta mi invita a percorrere. Quasi uno specchio per certi versi, nel modo in cui la passione si manifesta nelle modalità di costruzione e sviluppo degli album, nella voglia di raccontare e raccontarsi, ma anche nel piacere di condividere, pur con tutte le imperfezioni ed i refusi che ogni manifestazione creativa abbinata allo scientifico rigore di un percorso espositivo porta con se. Un binomio alquanto strano, ma coerente al principio, arrivatomi con un commento alla mia pagina sul raccoglitore, che "ammassare senza criterio oggetti, francobolli o reperti postali, è come seppellire un paio di diamanti sotto una manciata di sassi". Quanto per ribadire la necessità di esporre secondo una distribuzione relativa selezionando ed instaurando gerarchie d'importanza tra le cose. Per Diderot, prosegue il mio commentatore, "senza la virtù dell'ordine il collezionismo perde ogni significato".

L'inizio di una passione
(C) Ethiopia Stamps

Tali dotte citazioni non sono passate inosservate a chi scrive e con pazienza ne ho recuperato la fonte. Un invito dunque ad abbinare una lettura, "Ultracorpi: figure di cultura materiale e antropologia di Paola De Sanctis Ricciardone" alla visione degli album proposti da Ethiopia Stamps.

Un modo originale per un approfondimento "antropologico" di quella strana follia che ci accomuna. Per quella "lotta contro la dispersione" che il collezionista intraprende, "toccato dalla confusione, dalla frammentarietà in cui versano le cose di questo mondo". Ma anche per non prenderci poi troppo sul serio.

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